Amadori vs. Report: la risposta di Amadori è adeguata? Un’analisi

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Il caso di comunicazione che oppone Amadori a Report è di quelli che fanno scuola. Report manda in onda un servizio sulla situazione degradata di molti allevamenti italiani e fa riferimento specifico ad Amadori. La troupe entra di nascosto in uno degli stabilimenti dell’azienda romagnola e mostra le condizioni in cui vivono alcuni maiali, imprigionati in gabbie strettissime, in un ambiente lercio e infestato dai topi. Poi l’attenzione è rivolta all’uso esagerato di antibiotici, che vengono somministrati agli animali per tenerli in vita in una condizione del tutto innaturale. Altre riprese mostrano lo stato di sovraffollamento in cui sono stipati i polli. Inutile dirlo: il video, con connotazioni fortemente emozionali, sul web diventa subito virale (al momento in cui scriviamo il solo post della pagina di Facebook di Report ha ricevuto quasi 9.000 condivisioni a soli due giorni dalla pubblicazione).

La risposta di Amadori non si fa attendere: il giorno dopo viene pubblicato sul sito e condiviso nella pagina Facebook un lungo comunicato stampa in cui viene data risposta puntuale al servizio di Report. Solo che non viene addotto uno straccio di prova di quello che viene dichiarato e, soprattutto, non vengono fornite immagini a sostegno del testo, peraltro lungo, molto tecnico e in qualche passaggio perfino poco chiaro.

La pagina Facebook di Amadori, già inondata di commenti esacerbati contro l’azienda, riceve un’ulteriore aggressione proprio a causa del comunicato stampa. Ovviamente il pubblico lo legge più come una provocazione che come un chiarimento, per via dello stile burocratico e l’atteggiamento da muro contro muro che l’azienda oppone a Report senza di fatto cercare alcuna forma di dialogo. Peraltro, alla valanga di commenti ricevuti – praticamente tutti dispregiativi – l’azienda risponde o tramite qualche cancellazione, o senza rispondere nel merito e ricopiando il link al comunicato stampa.

È facile intuire che la situazione in cui si trova al momento Amadori è alquanto infelice: i suoi responsabili della comunicazione non conoscono evidentemente la metodologia per ribattere a una crisi dilagante di questo tipo. Il rischio è che questo episodio possa portare a perdite ingenti di quote di mercato. Nel peggiore dei casi potrebbe anche mettere a repentaglio il rapporto di fornitura in atto con McDonald’s, che porterebbe l’azienda a riduzioni di fatturato veramente considerevoli.

Come dovrebbe reagire a questo punto Amadori? C’è un modo per recuperare la situazione e magari capovolgerla a proprio vantaggio? L’analisi nell’articolo linkato qui sotto approfondisce la questione e e pone prospettive interessanti di crisis management.

Servizio di Report contro Amadori: analisi del caso di crisis management

 

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