:: WEB 2.0 E GURU: CAPACITÀ, CREDIBILITÀ, COMPETENZA

«Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto!». Una frase che è entrata a buon diritto nella storia del cinema, pronunciata dapprima da Gian Maria Volontè (che impersonifica Ramón Rojo) e, dopo poche battute, anche da Clint Eastwood (nei panni di Joe) nel celeberrimo film “Per un pugno di dollari” (1964) di Sergio Leone.

Ottimo spunto – semiserio – per una riflessione.

Il Web 2.0 consente a qualsiasi utente di esprimere in modo ampio le sue idee, consentendo anche di diffonderle in modo rapido e di ottenere un’audience consistente.

Vanagloriosi, egocentrici, presuntuosi e “venditori di fumo” trovano facilmente terreno fertile per promuoversi come esperti nelle materie più disparate. Inizialmente possono anche riscuotere dei consensi, ma per sua stessa natura il Web 2.0 conduce dagli altari alla polvere in un baleno: più un certo contenuto – o una serie di contenuti su una determinata tematica – iniziano a circolare, più è facile incontrare lettori che possono metterne in discussione ogni affermazione, soprattutto se gli argomenti proposti non sono propriamente ferrei e ben circostanziati. In questi casi si verifica spesso che un sedicente guru diventi rapidamente uno zimbello del web e, oltre a perdere ogni credibilità, divenga il simbolo stesso dell’incompetenza.

Proporre contenuti sul web significa sempre e comunque esporsi al giudizio degli utenti, quindi occorre prestare grande attenzione a come si comunica e soprattutto al valore di ciò che si ha da dire. Come incoraggiamento a chi non rinuncia ad esprimersi va detto anche che non esiste un autentico esperto di una materia che non abbia mai subito attacchi. In questi casi il vero esperto sa rispondere con intelligenza ai commenti ricevuti, senza prestare il fianco a sterili provocazioni. Questo è il modo migliore per permettere al lettore di rendersi conto di chi ha più preparazione ed esperienza, o quanto meno di rilevare che entrambi gli interlocutori hanno ragioni forti, anche se di segno opposto.

Se le argomentazioni sono scarse – o addirittura risibili – e la capacità di sostenerle è altrettanto vacillante, prima o poi capiterà di incontrare qualcuno che è in grado di dimostrare l’incompetenza di chi scrive (es. sul blog, sul corporate blog o nei vari social network), registra podcast o si mostra in video, pregiudicandone l’attendibilità in modo spesso irreversibile. Insomma, se si va in giro per il web armati soltanto di una pistola, prima o poi chi dispone di un fucile inizierà a sparare. E in questo caso la morte di quello con la pistola significa semplicemente che chi non ha buoni argomenti viene rapidamente smascherato.

Ragione in più per convincere chi vuole comunicare l’azienda sul web e fare marketing efficace a non improvvisare: il rischio di boomerang pericolosi per il business è alto. Di contro, se riuscite a imbracciare il fucile per la vostra azienda, i risultati possono essere straordinari: rapidamente potrete fare fuori ogni dubbio sulla qualità dei vostri prodotti o servizi, creando uno stuolo di sostenitori di ciò che avete da offrire e dando una marcia in più alla vostra presenza sul mercato.

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