:: LE NOVITÀ INTERNET, INFORMATICHE E TECNOLOGICHE DEL 2010: LE PREVISIONI PRINCIPALI

(Speciale scritto per WebMasterPoint)

Di Arianna Bernardini

Il 2009 è stato un anno difficile per l’economia e gli investimenti in ricerca e sviluppo da parte delle aziende. La crisi ha imposto a larga parte delle grandi industrie di puntare soltanto sulle tecnologie di più sicuro impatto sul mercato e di lasciare da parte le sperimentazioni più ardite e le produzioni non coperte da un ritorno economico certo. Ciononostante, quest’anno ormai quasi concluso ha visto gettare numerose basi per soluzioni tecnologiche che troveranno piena evoluzione e compimento nel 2010.
Proviamo a elaborare delle previsioni a breve termine su cosa accadrà nel comparto di Internet e dell’informatica.

Splendore e miserie dei social network.
Il 2009 è stato l’anno che ha consacrato a fenomeno del momento Facebook e in parte anche Twitter. Buona parte dei navigatori del web dedicano un tempo consistente ad aggiornare il proprio stato nel portale inventato da Mark Zuckerberg o a condividervi contenuti multimediali, giocare con le infinite applicazioni che continuamente circolano in modo virale o a scambiare messaggi con contatti con i quali si ha una maggiore o minore confidenza. La certezza è che Facebook continuerà la sua crescita per tutto il 2010. Ma non senza segni di cedimento.

Il primo problema del più grande social network occidentale è l’eccessivo ingombro di contenuti poco interessanti e pertinenti rispetto a quelli che ciascun utente trova stimolanti e di proprio gusto. Risultato: passato il primo periodo entusiastico in cui normalmente ci si eccita come bambini utilizzando innumerevoli applicazioni che non si considererebbero neanche minimamente significative fuori dal contesto di Facebook o collezionando centinaia di amici con i quali non c’è quasi nessuna affinità, si inizia a sentire il peso della più profonda inconcludenza. Si scrivono brevi messaggi, si pubblicano contenuti, si mandano messaggi, ma a un certo punto si avverte che il feedback ottenuto è estremamente più ridotto rispetto a quello atteso. Inoltre i contenuti e i messaggi immessi dagli altri utenti della propria rete di amicizie sono nella maggior parte dei casi completamente irrilevanti o perfino fastidiosi. E allora inizia la noia. E l’abbandono.

Insomma, il 2010 sarà l’anno della maturità di Facebook, che potrebbe avviarsi a quel declino che ha già colpito MySpace (il social network più in voga del 2008) e sta già sferzando Twitter (non appena ha incontrato un po’ di notorietà, ha già mostrato forti cenni di cedimento, con un tasso di abbandono di circa il 60% degli utenti iscritti).

Quali saranno le realtà web che entro un anno potrebbero sostituire la sbornia dei social network più generalisti è presto per dirlo. Secondo numerosi osservatori, si tornerà a un modello di social network verticale (un esempio il network di professionisti LinkedIn), che cercherà di riunire a monte gli iscritti intorno a tematiche di interesse specifico, offrendo però agli appassionati opportunità e strumenti di dialogo e di comunicazione molto più ampi di quelli avuti finora in qualunque community di vecchia concezione.

Facebook e gli introiti non consolidati.
Nonostante queste previsioni non proprio rosee, Zuckerberg sta puntando a quotare in borsa la società che gestisce la sua creatura e lo farà proprio nel 2010. Da parte degli analisti però il sospetto che Facebook possa essere una nuova grande bolla è forte: finora l’intero capitale di iscritti accumulato nel portale non è stato monetizzato adeguatamente. In sostanza, al momento i costi dell’impianto Facebook superano le entrate, malgrado il successo planetario del portale.

Come si potrà ottenere un risultato in termini di introiti reali – e non solo finanziari – del social network è tutto da vedere. C’è chi ritiene che Zuckerberg punterà a vendere alle aziende e alle società che ne faranno richiesta tutti i dati inseriti da ciascun utente, capaci di caratterizzare ogni persona in un modo che mai prima d’ora nessuna banca dati di potenziali clienti ha mai potuto fare. Ma, ovviamente, per fare questo dovrà violare la privacy di ciascun membro di Facebook, che potrebbe vedere ceduti i suoi dati personali e sensibili a imprese che potrebbero farne usi invasivi o tali da ledere la riservatezza o la libertà personale. Basta pensare a una compagnia di assicurazione che può ottenere informazioni attendibili e capillari sullo stato di salute dei membri del social network, negando polizze sulla vita a chi ha raccontato ai suoi amici di Facebook di essere affetto da qualche particolare patologia o gli esiti di un esame predittivo del proprio DNA. Non c’è dubbio che presto potrebbero insorgere dei casi che imporrebbero in tempi rapidissimi un chiaro intervento legislativo. E a quel punto Facebook potrebbe trovarsi al centro di una bufera i cui esiti non sono affatto prevedibili.

Le nuove leggi su Internet.
Il 2009 ha iniziato a mettere in rilievo proprio l’esistenza di un vuoto legislativo per quanto concerne il comportamento e i diritti degli utenti di Internet in generale. Quanto una persona è libera di agire all’interno della Rete? Può dire e fare qualsiasi cosa che la tecnologia delle reti le consente? O ci sono dei vincoli a cui deve attenersi per evitare che il suo operato arrechi danno ad altri utenti? La legislazione attuale non è in grado in modo diretto di applicarsi a Internet e ai netizen.

Per di più Internet è una realtà sovranazionale, che interessa tutto il mondo. Un utente che si connette a un sito Giapponese risponde del suo comportamento alle leggi italiane o a quelle giapponesi? E un utente che si collega a un sito gestito in Giappone ma che gira su server collocati in India a che leggi deve piegarsi? E quando un utente effettua acquisti da una nazione all’altra e qualcosa nell’operazione di vendita va storto a chi deve appellarsi per vedere soddisfatte le sue ragioni? Insomma questi sono solo alcuni dei problemi che stanno via via emergendo in modo sempre più consistente e si può prevedere che il 2010 sarà l’anno dei dibattiti nazionali e internazionali riguardanti la ricerca di una normativa capace di regolamentare correttamente e non restrittivamente la Rete.

La diffusione dell’universo software web-based.
Internet non è però solo social network e difficoltà legislative. Il 2010 segnerà l’avvento del nuovo sistema operativo Google Chrome OS, costruito per girare in modo da trasferire alla Rete larga parte delle risorse necessarie all’espletamento di qualsiasi operazione svolta dai software. Il cosiddetto modello web-based, ossia l’utilizzo di software che lavorano tramite la connessione via Internet di computer diversi, e il cloud computing, ossia l’elaborazione di calcoli complessi affidati a numerosi computer che dialogano mediante la rete, inizieranno a guadagnare sempre più consensi e quote di utenza proprio nel 2010. Ci sono già degli esempi sempre più apprezzati di software di questo genere: per tutti basta pensare a Google Docs, ma Mountain View ha lanciato da poco Google Wave per la condivisione di operazioni software largamente web-based. Insomma, Internet sta cambiando il modo stesso di concepire computer e sistemi operativi e Microsoft, a partire dal 2010, inizierà davvero a tremare, al punto da rendere plausibile l’ipotesi che il CEO Steve Ballmer potrà perdere la sua poltrona.

Nuove tecnologie per essere connessi sempre e comunque.
Anche l’hardware cambierà lentamente fisionomia. Se il 2009 ha visto l’affermazione dei netbook, i piccoli computer portatili finalizzati a permettere una navigazione sul web pienamente soddisfacente in mobilità, il 2010 vedrà l’esplosione di tutti i dispositivi che consentiranno l’accesso alla Rete da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento. La filosofia è quella dell’always connected, dell’essere sempre online in qualsiasi occasione, per condividere via Internet qualsiasi situazione della propria vita. I cellulari in questo avranno un ruolo determinante: l’anno che sta entrando vedrà una sempre crescente diffusione degli smartphone che lentamente sostituiranno i telefonini finalizzati solo alle comunicazioni vocali e agli asfittici SMS. Le compagnie di telefonia mobile offriranno tariffe e modalità contrattuali di abbonamento sempre più favorevoli alla connettività Internet mobile, mentre alle soluzioni ADSL degli operatori tradizionali inizieranno ad affiancarsi soluzioni alternative come il WiMax, che però non avrà il grande boom auspicato, o la connettività via satellite, che potrà portare la banda larga anche dove la complessità del territorio non permette di averla via rete telefonica.

Gli smartphone e la convergenza a 360 gradi.
I cellulari non si limiteranno a garantire l’accesso a Internet. Diventeranno degli esempi pieni di convergenza a 360 gradi di tutte le tecnologie digitali attualmente esistenti: dalla connessione in Rete alla fruizione di contenuti multimediali di ogni genere, all’uso delle applicazioni più disparate, alla georeferenziazione propria dei navigatori satellitari, all’impiego dei borsellini elettronici che permetteranno di effettuare pagamenti di valore limitato – ma perfetti per piccoli acquisti, per ogni tipo di biglietteria o per trasferire rapidamente somme di denaro non eccessive –, fino alla lettura di e-book e giornali.

Libri e giornali elettronici, un boom inarrestabile.
Libri e giornali digitali nel 2010 potrebbero iniziare a sperimentare soluzioni a pagamento, terminando l’era dei contenuti editoriali totalmente gratuiti sul web. In compenso il 2010 potrebbe iniziare a generare un’accelerazione vertiginosa della diffusione degli e-book. Il loro limite finora è stato il fatto che potevano essere fruiti solamente al PC, cosa che risulta fastidiosa alla quasi totalità dei lettori. Ma dal momento in cui i cellulari dotati di display molto ampio e i nuovi e-reader (i lettori portatili di e-book e giornali digitali) come il Kindle di Amazon troveranno una sempre crescente diffusione, i testi digitali avranno un vero e proprio boom. Già Amazon ha reso noto che Kindle è stato il prodotto più venduto in assoluto sul suo portale: vero o falso che sia, il 2010 proseguirà questa tendenza.

Il futuro prossimo dei dispositivi digitali secondo Apple.
Ovviamente non è possibile concludere una rassegna di tendenze a venire senza dare un’occhiata a quello che si prepara in casa Apple. L’azienda di Cupertino è sempre all’avanguardia nella generazione di innovazioni che condizionano l’evoluzione della tecnologia digitale a livello planetario. Il 2010 sarà l’anno del nuovo tablet PC, di cui al momento si conosce davvero poco. A partire dal nome, che potrebbe essere iTablet o addirittura Magic. Quello che è assodato è che sarà una tavoletta dotata di un grande schermo verosimilmente multitouch, che permetterà di agire come e-reader, personal computer, tavoletta grafica e non si sa ancora in quanti altri modi. Difficile prevedere l’impatto di un oggetto di cui si sa ancora così poco, ma quello che è fuor di dubbio è che questo nuovo oggetto firmato Steve Jobs farà a lungo parlare di sé per tutto il 2010.

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