:: INTERNET NEL 2009 IN ITALIA E NEL MONDO: I PRINCIPALI AVVENIMENTI

(Speciale scritto per WebMasterPoint)

Di Arianna Bernardini

Il 2009 sarà ricordato nella storia dell’economia come l’anno della crisi. Da ogni punto di vista, gli effetti negativi del tracollo finanziario originatosi in America sul finire del 2008 si sono esplicati appieno quest’anno, investendo quasi ogni settore di mercato, incluso quello della tecnologia. Anche Internet ha subito in qualche modo le conseguenze di questa congiuntura, ma non per questo la sua corsa si è arrestata. Proviamo allora a evidenziare gli aspetti e gli eventi più significativi che hanno riguardato la Rete in quest’anno che sta per concludersi.

La situazione della Rete.
In generale sono circa 20 milioni gli utenti italiani della Rete, una cifra destinata a crescere nel prossimo futuro, ma che già rappresenta circa un terzo della popolazione nazionale. Per accrescere sempre di più la quantità di navigatori di Internet occorre però che vengano potenziate le infrastrutture di rete e venga assottigliato il digital divide. Attualmente soltanto il 47% circa delle case è connesso alla Rete, contro una media europea che tocca il 60%. Se si pensa poi che la copertura ADSL per le aree extraurbane non oltrepassa il 77%, si capisce bene come ancora ci sono molti passi avanti da effettuare nella direzione di una connessione a Internet per tutti i cittadini italiani. A rendere possibile questo, ovviamente, è necessario sia un impegno degli operatori tecnologici, che devono assicurare la loro disponibilità a realizzare nuovi impianti e rendere operative nuove soluzioni di veicolazione dei dati, sia un supporto attivo del Governo, che deve approvare dei piani di investimento finalizzati a sostenere la crescita infrastrutturale. Purtroppo, su quest’ultimo fronte l’anno si sta chiudendo con un’amara delusione. A dispetto delle più entusiastiche dichiarazioni del ministro della Pubblica amministrazione e l’innovazione Renato Brunetta, che aveva garantito 800 milioni nella direzione della realizzazione di nuovi impianti di rete sul territorio nazionale, il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola ha avvertito che lo stanziamento per la banda larga verrà definito all’inizio del prossimo anno e che comunque non è riscontrabile nella Finanziaria 2009. Un ulteriore rallentamento dello sviluppo del comparto ICT italiano e forse anche un modo poco convincente per aiutare il paese ad accelerare l’uscita dalla crisi, visto che proprio Internet e la tecnologia vanno intesi come volano indispensabile per l’economia e i consumi.

Internet come opportunità per le aziende.
Che in effetti Internet rappresenti uno strumento imprescindibile per l’economia è stato ribadito anche allo IAB Forum 2009. I relatori hanno messo in chiara evidenza come sono circa 9 milioni gli italiani che consultano siti che riguardano la comparazione di prezzi e prodotti e circa 11 milioni quelli che scelgono il web per i propri acquisti. In generale è un bacino che una sagace azione pubblicitaria on line può facilmente intercettare, orientando le tendenze d’acquisto e infondendo nuova linfa al mercato, stemperando la crisi e aiutando l’economia a riprendersi più rapidamente. Ragione in più per varare degli investimenti sostanziali in questa direzione e favorire sempre più lo sviluppo della Rete: ogni sforzo, per quanto pesante possa essere, che miri a portare gli italiani a connettersi a Internet sarà largamente ripagato in termini di crescita economica del paese.

Le nuove tecnologie di connessione.
Se da una parte estendere a tutto il complesso territorio italiano la banda larga con i metodi tradizionali risulta estremamente arduo e costoso, i tentativi di portarla mediante altre tecnologie si sono moltiplicati tra il 2008 e il 2009. Non tutte le attese però sono state confermate: per esempio il WiMax, presentato l’anno scorso come la modalità di connessione wireless ad ampio raggio capace di risolvere tutti i problemi, stenta a decollare. Colpevoli sono innanzi tutto gli enti locali, che tendono a ostacolare l’installazione delle antenne, per lo più per ragioni legate ai timori di un eccessivo inquinamento elettromagnetico. Ma anche perché per molti versi questa tecnologia è in realtà sostituibile con altre meno onerose nell’accesso e nella diffusione sul territorio. Il primo avversario del WiMax infatti è la rete mobile, che, sia con la modalità HSPA che con quella più evoluta LTE, è già in grado di assicurare un servizio di collegamento a Internet molto soddisfacente e in condizione di coprire quasi tutte le aree interessate dal WiMax. Dove poi non arriva il mobile interviene la connettività satellitare, capace di raggiungere aree ostiche a qualsiasi trasmissività via terra.

I nuovi strumenti dedicati a Internet.
Il 2009 sarà anche ricordato come l’anno dei netbook, i computer ultraportatili dedicati proprio alla fruizione della rete ovunque ci si trovi. Inventati da Asus che li ha lanciati l’anno scorso, hanno incontrato un successo inaspettato proprio nel 2009, quando i consumatori hanno iniziato a pensare che potevano rinunciare a larga parte delle costose tecnologie di un notebook a vantaggio della miniaturizzazione e del prezzo convenientissimo di questi nuovi dispositivi. Attualmente Asus ha immesso sul mercato qualche decina di modelli differenti, mentre quasi tutte le altre case di produzione hardware hanno seguito l’industria taiwanese nella produzione di netbook sempre più particolari e sofisticati, tra cui i nuovi smartbook, dei dispositivi ancora più compatti che uniscono le caratteristiche dei netbook a quelle di uno smartphone. Insomma, in generale il comparto dei PC dedicati alla Rete ha risentito in minima parte della crisi.

Il web 2.0 e i social network.
I navigatori della Rete nel 2009 hanno preso coscienza piena che Internet sta cambiando. Non è più un luogo in cui liberamente trovare informazioni o effettuare acquisti, ma a tutti gli effetti è uno spazio in cui ciascun utente può ricavarsi una propria nicchia e fornire i propri contenuti senza più la necessità di avere una competenza da programmatore. Chiunque oggi è in grado di pubblicare un video, aprire un blog, crearsi una rete di amicizie in Facebook, costruire una pagina di presentazione multimediale in MySpace o trasmettere brevissimi messaggi da fare riecheggiare in tutta la Rete con Twitter. Insomma, ogni utente può diventare protagonista in una rete in cui partecipa attivamente come creatore di contenuti e non solo come fruitore. Questo nuovo modo di essere in Rete è rappresentato in massima parte da Facebook, un portale che proprio quest’anno è diventato la moda del momento. Due persone che si incontrano quasi non possono fare a meno di chiedersi se hanno un account in Facebook, come se non essere presenti nel portale fosse sinonimo di non esistere. L’invasività del più grande social network dell’Occidente inizia a interessare i sociologi e gli studiosi di psicologia, che stanno muovendo i primi passi nello studio di questo nuovo fenomeno, per tentare di definirne il futuro prossimo e gli sviluppi anche in termini di relazioni interpersonali.

Internet, i cellulari e Android.
Ad accentuare la crescita della partecipazione ai social network e al Web 2.0 è anche la possibilità di navigare su internet mediante gli smartphone e i cellulari più evoluti. Un risultato derivante dalle proposte tariffarie decisamente allettanti dei provider, ma anche dalla diffusione di smartphone a costo sempre più accessibile e con tecnologie d’avanguardia. Tra queste spicca sicuramente l’introduzione del nuovo sistema operativo Google Android, progettato proprio per favorire la migliore integrazione tra le risorse in rete e quelle residenti nella limitata potenza di uno dispositivo mobile. Di Android è pronta già la versione 2.0 e la sua versatilità l’ha portato a essere adottato anche dai produttori di netbook. Va detto che il 2009 ha registrato cifre ancora molto ridotte di utenti che navigano in Rete abitualmente con il proprio smartphone, ma non ci sono dubbi che si tratta di una tendenza destinata a esplodere nei prossimi anni.

I browser e i sistemi operativi di nuova generazione.
Google non è uno dei protagonisti indiscussi di quest’anno solo per il rilascio di Android. L’azienda del primo motore di ricerca del mondo, tuttora largamente in testa per utilizzo da parte dei navigatori della Rete, sta sempre più muovendo i propri passi nel mondo del software. Il 2009 ha visto gli sviluppatori di Mountain View alle prese con il tentativo di raccogliere i favori degli utenti nei confronti di Chrome, il browser che punta a diventare il primo nemico di Explorer e di Firefox. Un browser con caratteristiche progredite e talmente originali al punto da permettere di sviluppare per derivazione anche un vero e proprio sistema operativo, il Chrome OS, che potrebbe rivoluzionare il modo in cui è pensato il rapporto tra i software che gestiscono i personal computer e la Rete. L’idea che sta alla base di Chrome OS è di funzionare esclusivamente in modalità web-based. In altri termini girerà e funzionerà solo sul web, sfruttando solo parte minima delle risorse del PC dell’utente, quelle strettamente necessarie per l’avvio e il collegamento a Internet. Un’autentica rivoluzione, che per adesso sarà utilizzata quasi esclusivamente dai netbook, ma presto, nei prossimi anni, potrebbe diventare il primo standard in grado di compromettere la primazia assoluta di Microsoft.

Le nuove leggi su Internet.
Un ultimo aspetto che caratterizza questo 2009 è il fiorire di dibattiti legati alla mancanza di una legislazione adeguata a Internet. Lo sviluppo dei social network ha posto in risalto la difficoltà da una parte di garantire la tutela della privacy e dall’altra il controllo delle opinioni che vengono veicolate, mentre l’infrenabile pratica del file sharing in modalità peer-to-peer, solo in parte limitato dal crescente streaming di contenuti audio e video, ha ribadito le difficoltà di proteggere i contenuti con copyright dalla fruizione illegittima. Questi sono solo alcuni dei temi che per tutto il corso dell’anno hanno visto una proliferazione di interventi e proposte di legge. Quasi tutte però sono rimaste incompiute o ricusate sul nascere. Il confronto su questi argomenti è ancora aperto e vede in atto uno duello tra chi vuole garantire la massima libertà alla Rete e ai suoi utenti e chi invece auspica l’introduzione di norme più restrittive che permettano di esplicare un controllo più forte sui netizen. In questo senso il 2009 si chiude con un mare magnum di problemi aperti, che gli anni a venire dovranno tentare di mettere in ordine e chiudere con atti legislativi. Sperando che prevalga un buon senso e una competenza che in molte proposte di quest’anno non si è proprio visto.

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