Aziende e business in Second Life: per il Los Angeles Times è uno strumento perfetto per i meeting e per il B2B.

Il tema delle aziende e del business in Second Life è iniziato a diventare cronaca di insuccessi intorno alla fine dell’estate 2007, quando il Los Angeles Times ha pubblicato un articolo in cui Alana Semuels enumerava una serie di ragioni con cui era argomentato il presunto insuccesso subito da una quantità di aziende che avevano avviato delle attività nel mondo virtuale 3d.

Benché la maggior parte di queste – prime tra tutte Sun Microsystems e Starwood – avessero prontamente smentito quanto scritto dalla giornalista, questo articolo ha dato il via a una diffusione virale di opinioni contro Second Life che hanno iniziato a invadere la maggior parte dei media del mondo, in modo acritico e quasi sempre senza delle vere argomentazioni fondate.

Nell’intervallo di tempo trascorso la Semuels non si è però limitata a ignorare Second Life, ma ha continuato a tenere sotto controllo stretto tutte le attività che hanno continuato a svilupparsi indipendentemente dalla copertura dei media. In questo modo ha rilevato che aziende di grandi dimensioni come Sun, IBM, Intel, Implenia e altre ancora stanno ottenendo sempre più grandi benefici da un impiego di Second Life come strumento di lavoro per il B2B e per la comunicazione interna. Il mondo virtuale è diventato un mezzo utile per la formazione e il training dei lavoratori, creare meeting, fare conferenze stampa, effettuare simulazioni avanzate.

Le sue osservazioni recenti, raccolte in un nuovo articolo pubblicato il 10 maggio sul Los Angeles Times, tracciano un quadro ben diverso su Second Life e sui mondi virtuali in relazione ai benefici che ne possono ricavare le imprese. Ne proponiamo qui la traduzione integrale.

Una seconda vita per l’America delle grandi aziende

Per risparmiare denaro in questi tempi difficili le università, i pianificatori di conferenze e le aziende con filiali in tutto il mondo hanno iniziato a tenere incontri nel mondo virtuale di Second Life per i dipendenti che si trovano che lavorano a distanza e gli studenti.

Sun Microsystem Inc., grande azienda tecnologica della Silicon Valley, ha un’unica regola: gli impiegati devono mostrarsi con avatar dalle apparenze umane.

Altre aziende non sembrano preoccuparsi se i loro dipendenti assumono la forma di animali o altre entità mentre sono all’appuntamento.
In un incontro pomeridiano recente in Second Life, circa 20 avatar – le figure personalizzate che ogni abitante del mondo virtuale adotta – si sono riuniti per una conferenza sullo sviluppo dei software sponsorizzata da Intel Corp. Il gigante dei semiconduttori ha pianificato l’evento per stimolare un confronto su tematiche tecniche di una certa complessità tra dipendenti dell’azienda e altri interlocutori in tutto il mondo.

L’impiegato Intel che ha aperto l’evento era un personaggio in smoking con le fattezze per metà di uomo e per metà di lince. Questi ha rivolto la parola a un avatar che si chiamava Zombie Bob che indossava una camicia bianca attillata. Tra i presenti, una donna con una coda di cavallo e degli occhiali da sole in prima fila risultava inattiva, poi c’era un tipo con la pelle blu con capelli aguzzi estremamente attento e un’altra figura, vestita in jeans e T-shirt, che stava in piedi in fondo alla sala con le braccia aperte come se la stessero crocifiggendo.

Nel frattempo, un uomo che indossava uno zainetto con dei razzi propulsori si proiettava rapidamente dentro e fuori dalla stanza.

L’America delle grandi aziende sta ancora imparando a usare Second Life, dove ci si deve aspettare una grande creatività individuale. Dacché Linden Lab, una società di San Francisco, ha aperto la comunità on line al pubblico nel 2003, questa si è rivelata un posto eclettico dove avatar abbigliati in modo eccentrico si incontrano, costruiscono edifici stravaganti, navigano, acquistano merci virtuali e fanno cybersesso.

Dove ci sono persone, lì vuole trovarsi anche chi si occupa di marketing. Due anni fa, compagnie come American Apparel e la divisione calzature di Adidas hanno iniziato a riempire Second Life di negozi e palazzetti. I primi abitanti del mondo virtuale, che disdegnavano aspramente qualsiasi cosa provenisse da un’azienda del mondo reale, si ribellarono lanciando attacchi terroristici e scatenando scontri armati nei negozi. Di fronte a negozi vuoti e al rischio di cadere nel ridicolo, numerose aziende lasciarono Second Life.

Adesso altre aziende stanno aprendo spazi propri in Second Life. Stanno creando isole riservate esclusivamente ai dipendenti e palazzi di uffici, quindi stanno incoraggiando il loro staff a incontrarsi lì. Al confronto con i prezzi di aerei e alberghi, è molto economico: un’isola privata di circa 64.000 metri quadri in Second Life costa 1.000 dollari più una tassa di mantenimento mensile di 295 dollari.

Inoltre, invece di guardare muri bianchi durante le chiamate in conferenza, gli impiegati possono passeggiare per un paradiso virtuale e vedere gli avatar dei colleghi che non hanno mai incontrato.

Sun Microsystems, impegnata sul fronte della produzione di server e software, possiede sette isole in Second Life, due delle quali sono aperte al pubblico. Le restanti sono impiegate per sessioni di formazione e meeting. Durante il suo evento più importante, un meeting aziendale di 12 ore tenuto il mese scorso, 14 dirigenti top che lavorano a Santa Clara, in California, hanno conversato con centinaia di impiegati. Attività come lo sci alpino, le gare automobilistiche, jazz dal vivo e un parco giochi facevano anche parte dell’evento.

A un certo punto, il presidente di Sun Scott McNealy, con indosso una maglia da hockey e in mano una mazza da golf, si è seduto in un auditorium virtuale vicino a Chris Melissinos, il direttore della sezione gaming, che aveva sulle spalle una mascotte dei software Sun (che somigliava a un pinguino).

Centinaia di avatar Sun bighellonavano tra il pubblico, alcuni con indosso scarpe da ginnastica e jeans, altri in abbigliamento da business, facendo domande sui nuovi prodotti, su Second Life e sul posizionamento competitivo di Sun. Migliaia di altri impiegati assistevano agli incontri virtuali su monitor collocati negli uffici di Sun di Santa Clara, New York e Tokyo.

Sun ha deciso di tenere l’evento dopo avere acquisito l’azienda di produzione software MySQL, che tiene traccia dei luoghi in cui vivono i suoi impiegati sparsi in tutto il mondo mettendoli in relazione ai 110 aeroporti presso cui vivono, piuttosto che tenendo conto dei luoghi in cui abitano. Sun era alla ricerca di un modo per presentare gli impiegati MySQL ai loro colleghi in Sun e Second Life è sembrata la soluzione migliore.

«Non importa dove lavori, puoi sempre farti vedere al centro della città» ha detto la portavoce Kathy Engle.

Forrester Research, un’azienda autorevole che studia il settore delle industrie tecnologiche, recentemente ha evidenziato il potenziale per i suoi clienti in un report intitolato “Svolgere attività lavorative reali nei mondi virtuali”.

Il colosso delle costruzioni svizzere Implenia, ad esempio, ha lavorato con IBM Corp. per testare modi per spegnere le luci negli edifici del mondo reale premendo interruttori virtuali in Second Life. L’Università del Maryland ha simulato un’emergenza su un’autostrada e ha fatto agire i partecipanti in un mondo virtuale diverso da Second Life, creato da Forterra Systems Inc. E un’azienda denominata Qwaq ha creato una zona di impianti di trivellazione, raffinerie e uffici per mettere in condizione i professionisti dell’energia di girare tra le loro proprietà e discutere delle possibili riparazioni mentre visionano le attrezzature disponibili.

“I mondi virtuali sono relativamente poco cari, non richiedono un forte investimento in tecnologie infrastrutturali in start-up e possono offrire un approccio immersivo e naturale alla rappresentazione di spazi, persone e oggetti” hanno scritto gli analisti Erica Driver e Paul Jackson di Forrester.

Naturalmente gli imprenditori stanno cercando di avvantaggiarsi al meglio dell’ingresso delle aziende in Second Life. Il mese scorso una compagnia di Dana Point, la Corporate Planners Unlimited, ha aperto uno spazio per conferenze in Second Life, il Virtualis Convention and Learning Center. Qui le aziende possono tenere convegni in una grande sala da ballo durante il giorno e le persone dello staff possono usare le scale mobili per andare in uno yacht privato di notte.

Il fondatore Dan Parks ha dichiarato che Virtualis fornisce uno spazio alle organizzazioni che non hanno denaro o tempo per costruire le proprie isole. Virtualis permette alle aziende di risparmiare migliaia di dollari aiutando le aziende a incontrarsi on line, anziché di persona. In più, i meeting risultano meno monotoni in Second Life.

«Se si vuole che un grande unicorno nero cavalcato dal presidente della compagnia atterri nel centro della scena, si può fare» ha detto.

Il titano dell’hi-tech IBM, che ha circa 387.000 impiegati in 170 paesi, ha iniziato a costruire in Second Life alla fine del 2006. Attualmente, circa 5.000 dipendenti visitano Second Life e altri mondi virtuali per effettuare incontri, addestrare nuovi lavoratori e tenere sessioni di orientamento. In aprile la sede di Armonk, New York, ha dichiarato che sarebbe stata la prima a ospitare regioni private di Second Life sui propri server, il che garantirà maggiore sicurezza e privacy rispetto a quella concessa alle isole sostenute dalle macchine di Linden Lab.

Second Life aiuta IBM a capire come realizzare meeting più efficienti, ha detto Jim Spohrer, il direttore dei servizi di ricerca dell’IBM Almaden Research Center, che spesso utilizza Second Life e altri mondi virtuali.

Se qualcuno va fuori tema durante un meeting, ha detto, i colleghi gli mandano dei messaggi per invitarlo a tornare al punto. Se un avatar diventa inattivo sullo schermo, è un segno che il membro dello staff non è attento. In effetti, significa che l’utente si è allontanato dalla tastiera. I venditori si mettono alla prova in Second Life e vengono registrati per poi essere rivisti e commentati dai colleghi.

Le bizzarrie del mondo virtuale portano anche a creare connessioni sociali che non sono attuabili con le conference call. Per esempio, osserva Spohrer, gli avatar qualche volta portano con sé i loro pet virtuali ai meeting e li usano come argomenti di conversazione o invitano i colleghi alle loro abitazioni in Second Life per mostrare quello che hanno costruito.

Il posto di lavoro virtuale può essere più difficile da controllare di quello reale. Un impiegato maschio di IBM può apparire come un avatar dalle fattezze femminili con i tacchi. Un altro si mostra semplicemente come una nuvola di particelle. Ma il coinvolgimento nello spirito dell’organizzazione aziendale che induce ad agire in modo professionale consente di mantenere la conformità e la correttezza dei comportamenti.

Inizialmente, nota Spohrer, gli impiegati adottavano avatar stravaganti anche per i meeting aziendali. Ma la maggior parte ormai sono diventati più seri.

«Esattamente come la cultura della società nel mondo reale: si evolve» ha detto.

Come altre aziende in Second Life, IBM ha definito delle regole di base. La disposizione per gli impiegati è che se «si imbattono in comportamenti che non sono accettabili all’interno di IBM, devono tenersi a distanza o perfino disconnettersi dal mondo virtuale».

A Intel, negli uffici di Santa Clara, i dirigenti e gli avvocati hanno deciso che se gli impiegati usano “Intel” come nome dell’avatar, viene proibito loro di visitare gli strip club o altri luoghi virtuali di bassa reputazione.

«Se ti trovi lì con un avatar che ha Intel nel nome, hai il dovere di comportarti come se tu stessi rappresentando Intel» ha precisato Paul Steinberg, un ingegnere dell’Intel Software, Network.

Sun prescrive ai dipendenti di vestire i loro avatar in stile business casual per gli eventi aziendali. Ma di notte, Sun gli lascia piena libertà di scelta. Ha creato un locale notturno, Club Java, dove gli impiegati e i sostenitori dell’azienda possono socializzare e ballare. Alcuni indossano tute spaziali o code di gatto.

In un recente party in tema di revival anni ’60, un disc jockey ha messo su “The Lion Sleeps Tonight” e “Another Night Another Dream” mentre gli avatar si dimenavano sulla pista da ballo. Sotto le luci stroboscopiche lampeggianti una biondina con gambe slanciate e stivali bianchi ancheggiava vicino a un uomo in smoking, con il farfallino sciolto.

Il leader dei progetti in Second Life di Sun, Fiona Gallagher, vive in Hampshire, Inghilterra, per cui di rado partecipa a feste con gli impiegati in sede. Ma quando si è seduta al computer durante uno degli ultimi party del Club Java, la Gallagher ha cantato sulla musica trasmessa con un’esuberanza tale da svegliare il marito.

Ha commentato la cosa osservando che questo episodio è una dimostrazione di quanto possono essere percepiti come reali gli eventi in Second Life. «È tutto basato sulla creazione di una community» sostiene la Gallagher. «Eventi come questo tengono unite le persone».

(Alana Semuels – Los Angeles Times)

Introduzione e traduzione a cura di Communication Village.

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