Intervista a Philip Rosedale di Linden Lab, fondatore di Second Life. Passato, presente e futuro.

GigaOM Show, un videoblog americano prodotto dalla Web TV Revision 3 che tratta di tutte le novità tecnologiche che prendono piede su Internet, ha incontrato Philip Rosedale, fondatore di Linden Lab, l’azienda che ha creato e gestisce il mondo virtuale più discusso del momento.

La prima domanda punta a capire qual è l’essenza di Second Life nell’opinione del suo inventore. «La maggior parte della gente ritiene che Second Life sia un gioco – risponde Rosedale – perché è tridimensionale, ci sono avatar e gli scenari sono fantastici. In realtà Second Life è un vero e proprio universo on line dove tutto è costruito dalle persone che lo frequentano, in tempo reale. È un universo in cui puoi effettivamente fare soldi, scegliere di svolgere un lavoro. In sostanza è un ambiente capace di avvolgere e supportare contemporaneamente le attività di milioni di persone».

Ma qual è la situazione di Second Life oggi, a cinque anni dalla sua nascita? «Quando abbiamo iniziato, Second Life girava su appena 16 server, si poteva percorrere tutto in un’ora e il contenuto del mondo virtuale occupava una superficie corrispondente a pochi quartieri di una città. Grazie al contributo degli utenti è cresciuto rapidamente e oggi abbiamo circa 18.000 server, mentre i contenuti esistenti sono paragonabili a 9 volte la dimensione di San Francisco».

Considerando anche la crescita inarrestabile e velocissima degli ambienti virtuali nel metaverso si può dire oggi che Second Life è come Internet: è impossibile vedere tutto quello che contiene.

Malgrado questa crescita straordinaria e le caratteristiche eccezionali del mondo virtuale creato, Second Life ha dovuto subire critiche da parte dei media che l’hanno proclamato prima il fenomeno Internet del momento e poi l’hanno coperto sotto un mare di valutazioni negative. Anche la comunità degli sviluppatori ha espresso giudizi poco favorevoli, individuando numerosi limiti nella piattaforma tecnologica. Rosedale osserva che tutti i nuovi media di fatto inizialmente generano entusiasmo, perché la gente dapprima prova a fare di tutto, aspettandosi di potere effettuare azioni che il nuovo strumento non permette di mettere in atto. Così a un tratto inizia a incontrare dei limiti e questo produce disillusione e sfiducia. «Se però si guardano i dati della crescita degli utenti, questi continuano a incrementarsi in modo regolare – continua Rosedale – tenendo poco conto di quello che i media giornalistici dicono o non dicono in tutto il mondo di Second Life».

Se la crescita del numero complessivo degli utenti è stata sempre abbastanza costante, il numero degli utenti attivi, al contrario, rimane fermo a 550.000 da agosto 2007. Come mai? La risposta di Rosedale è che in realtà le ore d’uso complessive sono tutte sempre in crescita. I picchi di utenti connessi contemporaneamente e le ore di utilizzo sono entrambi parametri in aumento, così come l’economia, che è uno dei principali indicatori da tenere in considerazione. È un problema tipico di molti nuovi media: una maggioranza di persone che cominciano a usare un servizio poi regolarmente abbandonano il medium e non vi fanno più ritorno.

Gli sviluppatori continuano invece a lamentare il fatto che la connessione tra Second Life e il Web è ancora troppo vaga. «Rendere le pagine Web visibili all’interno di Second Life è una delle funzionalità su cui stiamo lavorando in questo periodo e dovremmo essere in grado di realizzare questa nuova implementazione nei prossimi mesi, per esempio permettendo di visualizzare una pagina Web su una parete di un edificio» anticipa Rosedale.

Invece, a proposito di uno dei problemi che affligge tutti gli utenti, ossia la mancanza di una pianificazione chiara dei programmi di manutenzione e aggiornamento della piattaforma, Rosedale ammette: «Potremmo fare di meglio. In realtà noi siamo ancora una piccola compagnia con un team molto ristretto». E si scusa mettendo in rilievo che l’obiettivo di cercare di dare la massima trasparenza a tutto quello che viene attuato è stato finora mantenuto.

L’ultima domanda è quella più cruciale: Second Life sopravviverà? «Guardate l’impatto che Second Life ha sulla gente: il flusso economico è pari complessivamente a mezzo miliardo di dollari l’anno, più di un milione di dollari al giorno. Stiamo creando una grande opportunità per le persone, creando una nuova vita e una nuova esperienza. Gli indicatori di crescita sono tutti stabili, per cui io ritengo che vedremo ancora numerosi nuovi cicli di hype, consistenti in altri momenti critici e rinnovati sprazzi di entusiasmo da parte dei media e della gente, esattamente come è accaduto per il Web nel periodo iniziale. Tutto deve ancora succedere».

Video di Get a Second Life with Philip Rosedale.

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